I nostri produttori rispondono oggi sull’Arena
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Siccome è facile in questi casi fare il pentolone, io mi sento al sicuro, la Primavera è fatta da persone che sostengono il biologico per passione e battaglia, non certo per speculazione come si evince da questa brutta notizia.
Certo, del bio ci si può fidare se il contatto con chi produce è reale, la fiducia non ha prezzo. La giusta scala, il piccolo a rete è sempre la miglior soluzione per un economia giusta.
Beh, grazie alla Finanza!
Anche se un evento così mette in brutta luce la fiducia sul bio (anche il nostro), permette però a chi lo fa onestamente di eliminare una concorrenza sleale che alla lunga rischierebbe di farti fallire.
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Vendevano merce alla grande distribuzione. Nella notte le manette sono scattate per 7 persone
Oltre 220 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti, più di 2500 tonnellate di merce (frumento, favino, soia, farine, frutta fresca principalmente) sequestrata in quanto falsamente biologica, oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari dichiarati falsamente biologici commercializzate, sette arresti. Questo il risultato dell’operazione “Gatto con gli stivali” condotta dalla Guardia di Finanza.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, riguarda una gigantesca frode nel settore della commercializzazione di prodotti provenienti da agricoltura biologica. Il volume delle transazioni scoperto dagli uomini della Guardia di Finanza è veramente impressionante. Per anni avevano agito indisturbati: le loro aziende erano biologiche a tutti gli effetti, così come erano certificate le imprese dei grossisti che si sarebbero poi occupati di piazzare sul mercato dei grandi acquirenti cereali e altre produzioni agricole. Che di biologico avevano ben poco. Dopo un anno di serrate indagini coordinate dalle dottoresse Maria Beatrice Zanotti e Maria Federica Ormanni, sostituti procuratori presso il tribunale della città scaligera, la Guardia di Finanza ha dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare disposte dal giudice per le indagini preliminari Guido Taramelli nei confronti di Luigi Marinucci, classe ’48, rappresentante legale della Sunny Land Spa di Bovolone, Davide Scapini (‘’68), Angela Nazaria Siena (‘72), Andrea Grassi (‘66), Michele Grossi (‘75), Stefano Spadini (’65) e Caterina Albiero (‘64). Le accuse sono state di associazione a delinquere, truffa e frode in commercio. I dati? 22 aziende coinvolte nel territorio nazionale, di cui 5 in Veneto. Il giro d’affari era pari al 10% del mercato nazionale biologico.
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