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Albicocche e verdura, i frutti avvelenati dell’Aversano sulle nostre tavole

Da linkiesta Anna Simone

Da Aversa e Casal di Principe a Villa Literno, il territorio dell’Agro aversano è malato. Inquinato, avvelenato. Le discariche abusive sono 132mila, le sostanze pericolose arrivano alla falda profonda. La salute di chi vive è nelle mani dei camorristi. Eppure, primo paradosso, il terreno viene coltivato lo stesso, con prodotti come ortaggi e albicocche che vengono esportati in tutto il mondo. Per capire se sono contaminati, un sistema c’è: lasciarli a marcire. Se si rovinano, allora sono buoni. Ed è il secondo paradosso.

29 febbraio 2012 – 15:08Nell’Agro aversano campano, 193 kilometri quadrati abitati da circa 270mila persone, la terra a confine con il “triangolo della morte”, come è stato definito anche dalla rivista scientifica The Lancet, di Nola-Acerra-Marigliano. E secondo uno studio dell’Istituto nazionale tumori “Fondazione Pascale”sull’andamento della mortalità per tumori nelle province di Napoli e Caserta, in quest’ultima si registra un incremento del 32,27% nelle donne e del 28,4% negli uomini. In provincia di Napoli, invece, si è arrivati al 40% nelle donne e al 47% negli uomini.

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Prodotti falsamente “bio”, maxitruffa da 220 milioni

I nostri produttori rispondono oggi sull’Arena

articoli l’arena

Siccome è facile in questi casi fare il pentolone, io mi sento al sicuro, la Primavera è fatta da persone che sostengono il biologico per passione e battaglia, non certo per speculazione come si evince da questa brutta notizia.

Certo, del bio ci si può fidare se il contatto con chi produce è reale, la fiducia non ha prezzo.  La giusta scala, il piccolo a rete è sempre la miglior soluzione per un economia giusta.

Beh, grazie alla Finanza!

Anche se un evento così mette in brutta luce la fiducia sul bio (anche il nostro), permette però a chi lo fa onestamente di eliminare una concorrenza sleale che alla lunga rischierebbe di farti fallire.

Vendevano merce alla grande distribuzione. Nella notte le manette sono scattate per 7 persone

Oltre 220 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti, più di 2500 tonnellate di merce (frumento, favino, soia, farine, frutta fresca principalmente) sequestrata in quanto falsamente biologica, oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari dichiarati falsamente biologici commercializzate, sette arresti. Questo il risultato dell’operazione “Gatto con gli stivali” condotta dalla Guardia di Finanza.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, riguarda una gigantesca frode nel settore della commercializzazione di prodotti provenienti da agricoltura biologica. Il volume delle transazioni scoperto dagli uomini della Guardia di Finanza è veramente impressionante. Per anni avevano agito indisturbati: le loro aziende erano biologiche a tutti gli effetti, così come erano certificate le imprese dei grossisti che si sarebbero poi occupati di piazzare sul mercato dei grandi acquirenti cereali e altre produzioni agricole. Che di biologico avevano ben poco. Dopo un anno di serrate indagini coordinate dalle dottoresse Maria Beatrice Zanotti e Maria Federica Ormanni, sostituti procuratori presso il tribunale della città scaligera, la Guardia di Finanza ha dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare disposte dal giudice per le indagini preliminari Guido Taramelli nei confronti di Luigi Marinucci, classe ’48, rappresentante legale della Sunny Land Spa di Bovolone, Davide Scapini (‘’68), Angela Nazaria Siena (‘72), Andrea Grassi (‘66), Michele Grossi (‘75), Stefano Spadini (’65) e Caterina Albiero (‘64). Le accuse sono state di associazione a delinquere, truffa e frode in commercio. I dati? 22 aziende coinvolte nel territorio nazionale, di cui 5 in Veneto. Il giro d’affari era pari al 10% del mercato nazionale biologico. 

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Cos’ è local vuerre

Local Vuerre

E’ una rete di persone consapevoli della necessità di dover unire le proprie forze per sviluppare la fruizione di beni prodotti nel rispetto della natura e dell’uomo, per costruire le basi di una economia più sana, più equa e più sostenibile. Facciamo propri i principi ed i valori che caratterizzano i Gruppi di Acquisto Solidale, favorendo un avvicinamento tra tra produttore e consumatore, rendendo più efficiente e più giusta tutta la catena produttiva.

 

Che scopo ha

Unire le persone invece di dividerle. Mettere in comune tempo e risorse. Avvicinare consumatori che cercano prodotti etici a produttori onesti. Acquistare a costi accessibili prodotti sani ottenuti senza lo sfruttamento del lavoro e dell’ambiente. Sostenere le aziende agricole locali che praticano l’agricoltura biologica, con produzioni tipiche stagionali. Contribuire alla riduzione di prodotti inquinanti, dei consumi energetici ed alla conservazione delle risorse naturali. Sapere cosa si mangia veramente. Per chi è stanco del pollo alla diossina, della mucca pazza, delle patate ai pesticidi. Per chi pensa che i cibi transgenici siano un altro “affare” delle imprese multinazionali

 

Operatività

L’ obiettivo è quello di diffondere una cultura di consumo critico rifornendo associazioni, uffici aziendali ed ogni altra entità che si riconosce nei medesimi valori, formando e informando. Operiamo da facilitatori, mettendo in contatto produttori e consumatori e aiutando i gruppi nella fase di decollo. Gli ordini vengono effettuati dai singoli sulla base di un listino settimanale, l’ordine viene inviato ai produttori per la consegna della settimana. La consegna delle cassette avviene grazie alla cooperativa agricola “La Primavera” presso i gas, i mercati e i negozi della cooperativa.

Cibo Spa 1/6 (Food Inc. ITA)

Batterio Killer: e se l’Escherichia coli fosse la conseguenza degli allevamenti intensivi?

ecoli_documentario

Prima era colpa dei cetrioli, oggi sul banco degli imputati sono saliti i germogli di soia, potenziali portatori, secondo il governo tedesco, del batterio killer E.Coli che sta mietendo vittime in Germania ma anche in altri stati europei.

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I ricarichi medi sui prezzi dal campo alla tavola

La filiera lunga - ossia i numerosi passaggi  subiti dai prodotti ortofrutticoli 
per arrivare dal produttore al consumatore finale - crea speculazione e provoca 
un aumento esponenziale dei prezzi. Prezzi relativi al mese di maggio espressi 
in euro/kg (tranne per la voce 'carciofi' che si intende 'al pezzo)

                                                                      Produttore                         Consumatore                            DIFF.%
Aglio

2,30 €

6,70 €

 + 191%
Arance

0,34 €

1,45 €

+326%
Asparagi

1,88 €

3,70 €

+97%
Carciofi 

0,16 €

0,70 €

+337%
Carote

0,38 €

1,25 €

+ 229%
Cipolle

0,33 €

1,50 €

 + 354%
Fagiolini

1,75 €

3,30 €

 + 88%
Finocchi

0,48 €

1,80 €

 + 275%
Fragole

1,67 €

4,00 €

 + 139%
Lattuga

0,24 €

1,70 €

 + 608%
Limoni

0,28 €

1,80 €

 + 542%
Melanzane

0,16 €

1,95 €

 + 1118%
Mele

0,60 €

1,80 €

 + 200%
Patate

0,40 €

1,00 €

 + 150%
Peperoni

0,75 € 

2, 85 €

 + 280%
Pere

0,78 €

2,05 €

 + 162%
Pomodori ciliegini

0,45 €

3,15 €

 + 600%
Pomodori

0,32 €

2,20 €

 + 587%
Radicchio

0,59 €

2,40 €

 + 306%
Spinaci

0,36 €

2,15 €

 + 497%
Zucchine

0,55 €

1,70 €

 + 209%

Acqua bene comune

I diversi tipi di agricoltura

Agricoltura tradizionale, a lotta integrata, a chilometro zero, biologica… sono solo alcuni dei tipi di produzione agroalimentare possibili. Leggi il documento allegato per capire la differenza!

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